Il panorama musicale italiano si arricchisce di un nuovo, pungente brano: Gli abili Cric e Croc, il singolo di Max Arduini, presentato ma non ammesso alla 75ª edizione del Festival di Sanremo. Con la sua caratteristica ironia e profondità, Arduini usa questa canzone per lanciare una critica tagliente al mondo della musica, denunciando coloro che la saccheggiano senza rispetto per il talento e la meritocrazia.

Il significato di Gli abili Cric e Croc

Il brano trae ispirazione dalla fiaba di Italo Calvino sui due ladri abili, Cric e Croc, noti per la loro destrezza nel derubare l’oro del re. Nella versione di Arduini, Cric e Croc diventano una metafora per quei critici, produttori e uffici stampa che, anziché valorizzare il talento autentico, piegano la musica a logiche di mercato, privandola della sua essenza artistica.

«La musica – afferma Arduini – è una geometria che appartiene alla personale cultura di ognuno di noi. Concedere emozioni attraverso la musica non è da considerarsi uno spot e non è nemmeno un’imposizione dettata dalle mode.» Con queste parole, il cantautore esprime il suo rifiuto verso la commercializzazione forzata della musica, una tendenza sempre più diffusa nell’industria odierna.

Una carriera tra passione e autenticità

Max Arduini non è nuovo a questo tipo di narrazione: la sua carriera trentennale è stata segnata da un percorso autentico, lontano dai riflettori dei grandi circuiti commerciali, ma ricco di esperienza e passione. Originario di Ravenna e cresciuto nei locali underground della Romagna, ha affinato la sua arte nei piccoli palchi e nelle serate musicali, assorbendo le influenze della sua terra e delle sue radici familiari (il bisnonno era un suonatore di fisarmonica).

Tra i riconoscimenti ottenuti, Arduini è stato incluso nella raccolta The Best of Demo 2010-11 ed è stato vincitore del Mei 2011 con il brano La settima casa. Il suo stile è spesso descritto come poliedrico e sanguigno, caratteristiche che emergono chiaramente in Gli abili Cric e Croc.

Un grido di protesta in musica

Nel testo della canzone, Arduini non risparmia nulla e nessuno. Con versi come “Hanno spaccato l’opinione ma pubblica; han saccheggiato tutta quanta la musica”, il brano si scaglia contro un sistema che svilisce l’arte, trasformandola in un prodotto di consumo rapido e senza profondità. Il ritornello, con il suo “Loro, loro son gli abili! L’oro, va sempre dagli abili”, sintetizza perfettamente il concetto: il successo finisce sempre nelle mani di chi sa sfruttare le dinamiche del mercato, a discapito di chi invece vive la musica con dedizione e autenticità.

Con Gli abili Cric e Croc, Max Arduini non si limita a comporre un brano: crea un manifesto di denuncia, un’analisi lucida e provocatoria di un mondo musicale sempre più dominato dalle logiche commerciali. Un pezzo che non lascia indifferenti e che invita a riflettere sul vero valore dell’arte.

In un’epoca in cui la musica rischia di diventare una semplice merce, la voce di artisti come Max Arduini risuona forte e chiara, ricordandoci che l’arte non è solo intrattenimento, ma anche espressione, cultura e, a volte, ribellione.